Sto leggendo un libro, precisamente questo:
NORA EPHRON “Non mi ricordo niente” – De Agostini.
A parte il fatto che neppure io mi ricordo niente, ho avuto una folgorazione leggendo questo paragrafo:
” sapevo fin da piccola che sarei andata a vivere a New York, presto o tardi, e che il periodo precedente sarebbe stato soltanto un intermezzo. Per molti anni New York era stata l’oggetto delle mie fantasie. (….)
E il tempo ha dimostrato che avevo ragione”
E qui mi sono detta: non sono l’unica al mondo che pensa di vivere in un intermezzo, che ha la vaga e inquietante sensazione che tutto quello che fino ad ora si è affollato nella mia mente come pura fantasia, passione o propensione possa invece avere una diversa ragione di essere.
Ho già detto in altre occasioni che sono sempre stata una persona molto razionale, ma mi capita sempre più spesso di far caso a coincidenze, sensazioni e “deja vu”.
Sono negata per i puzzle, non riesco a mettere insieme neppure quelli per bambini con appena venti enormi pezzi…figuriamoci cosa posso concludere con il puzzle della mia vita, che mi sembra un parabrezza colpito da un sasso.
Ma pagherei una fortuna per poter capire.

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