Ognuno ha il suo… a noi è toccato lui.
Baldanzoso e sciupafemmine, pigro e gaudente,  con la valigia incollata alla  mano (tranne quando la perde in areoporto) e una conclamata sindrome di Peter Pan.
Manca qualcosa? A me pare di no, anzi… c’è fin troppo.
Se poi aggiungiamo che lui negli anni ha fatto senza dubbio più progressi di me, riuscendo a maturare  nel lavoro quella serietà e quell’impegno che non ha mai avuto nello studio, mentre io cerco ancora invano di afferrare il lato divertente della vita, direi che quello bravo è lui.
Dopo anni di vagabondaggio sentimentale (per anni si intende la rispettabile cifra di 35), da tempo sembra stabilizzato con una compagna degna di lui… almeno quanto a sindrome di Peter Pan.
E questo toglie ogni residua speranza di normalizzazione.
Se la natura aveva voglia di scherzare con noi ha fatto centro: siamo la notte e il giorno, il dovere e il piacere… inscindibilmente legati e necessari l’uno all’esistenza dell’altro.
Ognuno di noi ha un lato che l’altro gli invidia e sa che non potrà mai eguagliare.
Per anni ho recriminato sul fatto di non avere avuto in sorte una sorella; ora, anche a fronte dei banali ma intensi dissidi delle mie figlie e di fronte all’evidente conflittualità che si genera tra individui dello stesso sesso, mi rendo conto di essere stata benedetta: nessuna competizione, nessuna invidia… lui ha semplicemente tutto quello che a me manca.
Unico neo: le mie figlie farebbero carte false per avere lui (e non me) come madre/padre/fratello/sorella/nonno/nonna  e tutto quanto possibile d’altro…. a costo di fargli venire la sindrome di Capitan Uncino.
Annunci