Un raro momento di pace…
E., in vista della vacanza di domani, è stata invitata a dormire da un’amica.
A. si sta beatamente rotolando in una vasca da bagno colma di schiuma.
E io mi concedo una riflessione, per quanto piccola e non particolarmente profonda.Dai libri, si sa, c’è sempre qualcosa da imparare… anche da quelli da cui non ti aspetti nulla di particolare, che compri un po’ per caso in un momento di malumore, un po’ per un attacco di nervi e un po’ perchè colta da improvvisa ispirazione (o disperazione)

E quindi, anche da questo
Image of Volevo essere una gatta morta
c’è qualcosa da imparare, o almeno – per quanto mi riguarda – c’è da acquisire una maggiore consapevolezza di cosa si è e di cosa non si sarà mai.
E, purtroppo o per fortuna, ne ho ricavato che mai riuscirò ad essere una gatta morta… in quanto – come illumina l’autrice – gatte morte si nasce ma non si diventa.
Tutto sommato è un pensiero confortante, anche se quersto mi relega definitivamente ad una vita complicata per quanto riguarda i rapporti con l’altra metà del cielo.
Recita la quarta di copertina: c’è chi nasce podalica e chi nasce gatta morta.. e io che non sono né l’una né l’altra?? peggio mi sento…
Per fortuna arriva in soccorso pagina 236: “Il mondo è pieno di gatte morte, inutile negarlo. Ma io sono Chiara. E la mia bellezza sta proprio nella mia unicità”.
Mah… speriamo che sia vero, nel dubbio è meglio crederci.
Un unico pensiero mi attraversa la mente: neppure le mie figlie sono gatte morte: è già chiaro come il sole, perché certi talenti si notano sin da piccole… le attende una vita decisamente in salita.
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