Abbiamo un ospite, fortunatamente per una decina di giorni soltanto.
I nonni partono per la Spagna e ci hanno affidato (gulp) la loro ultima amatissima creatura… o meglio sarebbe dire “forma di vita”.
Il Kefir… questo inquietante sconosciuto.
Sta lì, apparentemente innocuo nel suo barattolone, fermenta silenziosamente ed incessantemente e richiede costanti controlli e assidue cure.
Mi fa, ad onor del vero una certa impressione… vengo ora dalla prima “manutenzione” a me affidata: colatura, setacciatura (si dice così??), risciacquo della creaturina e nutrimento con nuovo latte.
Il prodotto di cotanto lavoro è in frigo e mi guarda minaccioso ogni volta che lo apro; l’ho anche assaggiato .. sono ancora sopraffatta dall’acidità!
Lo yogurt mi piace, ma questo è decisamente troppo per me.
Oltre che dall’acidità sono sopraffatta dal peso delle responsabilità: e se dovessi involontariamente trascurarlo e cagionarne la prematura dipartita?
Non voglio neppure pensarci… i nonni ospitano da luglio nella loro fontana i miei terrificanti pesci: non vorrei mai che si vendicassero restituendoli!!
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