Pausa solitaria, le ragazze sono uscite con i nonni per acquisti in vista della vacanza in montagna.
Io ne approfitto per fare i loro pacchetti senza dovermi nascondere o sfruttare le ore “notturne”.
E nel frattempo penso… perché tanto una sola cosa per volta non riesco a farla nemmeno se ci provo.
Penso ai doni che si ricevono: non quelli di Natale o del compleanno, quelli della vita, che arrivano insieme a ciascuno di noi nel momento in cui atterriamo su questo pianeta… un po’ come un corredino.
Non credo di sbagliare dicendo che certamente ognuno di noi ne riceve in adeguata quantità ed assortimento, anche se per molti – per le circostanze più diverse – non è sempre facile né scontato riuscire a goderli o a farli fruttare appieno.
Io mi ritengo fortunata… credo di aver ricevuto molto: da Dio, dalla natura, dalla vita…. da quello che preferite in base al vostro modo di sentire; non parlo solo di “qualità personali” – in merito alle quali poi non sta a me giudicare se e come le ho messe a frutto – ma anche di “doni sopravvenuti”, come famiglia e figlie.
Però a me non basta mai… e quindi sono ancora qui a chiedere.
Vorrei un nuovo anno colmo di salute, amore e pazienza (nell’ordine che preferite, ma l’ultima in quantità assolutamente industriali, please…)
E poi chiedo una cosa che forse non ho ricevuto, o che forse non so utilizzare nel modo adeguato: la capacità di riconoscere ed apprezzare i doni che ho già… forse questo basterebbe per non farmi chiedere altro.
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