L’ho appena sentito al telefono per un breve saluto… non più di trenta secondi come suo solito… e mi ha preso l’irrefrenabile impulso di dedicargli – credo per la prima volta – due parole.
Il mio ottantaduenne pantofolaio papà, di poche parole e molti pensieri, di pochi sorrisi ma molte attenzioni, di tante parole  mai espresse ma impossibili da non sentire.
Lui che sembra impassibile a tutto ma si illumina d’immenso sentendomi al telefono o vedendo le nipoti “lontane” (30 km a malapena…) e si dispiace se la sacrosanta abitudine del weekend con loro viene per qualche ragione violata.
Lui che avrebbe certamente tante cose da dirmi ma non sa come farlo e non vuole rischiare di essere inopportuno o maldestro… non sarebbe di sicuro inopportuno, mentre ho qualche riserva sul maldestro..
Di una  cosa mi rammarico… anche io avrei cose da dirgli, cose che non ho mai detto per paura di essere inopportuna o maldestra, e maldestra lo sarei certamente: si sa che la mela non cade mai lontana dall’albero.
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