Che si viva in tempi difficili, inutile dirselo.
Che non ci si debba fidare di nessuno, altrettanto: forse è una delle prime cose che- ahimè – ci sentiamo di dover insegnare ai nostri bambini .
Però a tutto c’è un limite, anche per un minimo di buon gusto e onestà intellettuale che non mi pare guastino.
Accade invece che molti si sentano “unti dal Signore” con tutta la sapienza e coscienza disponibile, a scapito degli altri poveri creduloni ingenui.
Accade quindi sempre più spesso che la cultura del sospetto e del “tanto non credano che io non sappia o non abbia capito” sia l’unica logica ritenuta accettabile ed intelligente e che quindi ci si senta in obbligo di scoprire tutti gli altarini possibili su chiunque abbia la disgrazia di trovarsi a ricoprire a vario titolo un ruolo di pubblico rilievo .
Senza girarci troppo intorno, mi riferisco in questo specifico caso al nuovo Pontefice.
Non che io possa essere ritenuta competente sull’argomento , me ne guardo bene.
Non sono neppure catalogabile come fervente religiosa: sono cattolica e pratico il minimo sindacale, questo è tutto.
Però non posso fare a meno di notare che Papa Francesco non aveva ancora finito di augurare il buon riposo ad un attonito mondo che già – chissà da quanto tempo prima- partiva la caccia agli eventuali fantasmi del suo passato.
Perché è ovvio che se sta lì di fantasmi deve essere pieno.
Sarò ignorante ed intollerante, oltre che ingenua e credulona… Tutto sommato non mi pare grave.
Mi godo il suo augurio di buon riposo ed il senso di pace che le sue parole mi hanno trasmesso, insieme ad uno stato di commozione che non mi è affatto abituale.
Chi d’ora in avanti non riposerà troppo sarà lui, e con lui tutti quelli impegnati a farci sentire ingenui e creduloni.
Ma, a mio modesto e sindacabilissimo parere, meglio così che tuttologi qualunquisti senza voglia di sperare.

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