Stamattina facevo due chiacchiere con Ali durante il tragitto casa-scuola… dieci minuti in tutto, ma perfetti per piccoli scambi di opinioni.
A bruciapelo, non so più di cosa stessimo parlando (abbiate pazienza, ma perdo colpi sempre più in fretta…) il tenero angioletto mi chiede: “Mamma,  tu che talento hai…?”.
Per poco non mi viene un colpo.
Io non ho una risposta…   è triste, ma è così.
Non riesco a riconoscermi nessun talento… qualcosa che sia così fortemente radicato in me in termini di passione ed abilità …
Mi rendo conto che avere un talento non è strettamente obbligatorio, ma sarebbe davvero consigliato.
Tant’è…non ci avevo mai pensato prima, l’ho fatto oggi e non ho saputo rispondere.
E questo ha lasciato me con l’amaro in bocca e la fanciulla un po’ stupita.
Lei ha saputo elencare una serie infinita di abilità sue e delle sue amiche (invero anche un po’ discutibili o imbarazzanti…. ma innegabilmente talenti), mentre io sono rimasta come un baccalà.
Per consolarmi e per sentirsi meno responsabile dello sconforto cagionato, mi ha riconosciuto una certa abilità nel farle coccole… ma non è esattamente quello che sto cercando.
Ora mi è chiaro che non ho un talento…. dovrei farmene una ragione e rassegnarmi alla mia ordinarietà.
Ma non so perché ‘sta cosa oggi mi dà tanto fastidio.
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