Quando da scuola ti spediscono a casa una figlia con mal di pancia, ti precipiti a prenderla, arrivi a casa e scopri che alla fine sembra che stia piuttosto bene e non si sa perché sia a casa… dopo esserti anche un po’  “….. ata” perchè in ufficio avresti avuto da fare, ti sembra di avere un sacco di tempo libero, e decidi di finire un post (o meglio un giochino) in cantiere da un po’ .

Se fossi un animale, sarei un gatto: pigra, indipendente, desiderosa di coccole… ma non sempre.
Se fossi un numero, sarei il tre… ma forse mi piacerebbe il quattro.
Se fossi un colore, sarei l’azzurro: intenso e trasparente al tempo stesso.
Se fossi uno sport, sarei lo sci: perché mi fa sentire libera e vicina al cielo.
Se fossi una materia scolastica, sarei la filosofia: perché il pensiero umano ha infinite sfaccettature.
Se fossi un mestiere, sarei una cuoca o una scrittrice: perché accanto al pensiero apprezzo la creatività e la manualità… e la buona cucina.
Se fossi un luogo, sarei Milano: segreta e silenziosa, solo per chi la voglia davvero conoscere.
Se fossi un periodo storico: non vorrei essere (e credo che non sarei) nulla… Mi sforzo di non pensare al passato, vivo nel presente (per non dire nell’attimo) e voglio sperare nel futuro.
Se fossi un genere musicale, sarei pop: nulla di particolarmente raffinato, non sono un’intenditrice.. ma nella vita ci vuole un certo ritmo.
Se fossi un film, sarei “Via col vento”: un po’ un fumettone, ma in fondo in fondo sono romantica… e poi domani è un altro giorno e bisogna sapersi rialzare.
Se fossi un cartone animato sarei… Non lo so! Confesso, non mi riconosco in nessuno e non sono stata capace di trovare una risposta.

Se fossi una lettera, sarei una “S”: per cercare di seguire le sinuose curve della vita.
Se fossi un oggetto, sarei un libro: perché la suggestione e la magia delle parole mi lasciano senza fiato.
Se fossi un giorno della settimana, temo che sarei il lunedì: è il giorno in cui sono nata, e la sindrome del lunedì non riesce ad abbandonarmi.
Se fossi un mese, sarei aprile: ovviamente. Un po’ volubile e faticosa da sopportare (mi è stato detto che occorre essere solidi per rimanermi accanto…), ma capace anche di sprazzi di sole.
Se fossi un indumento, sarei una sciarpa: mi piace pensare di poter avvolgere e riparare con morbidezza chi mi sta intorno.
Se fossi una pietra, sarei un’acquamarina: perché la trasparenza non ha prezzo.
Se fossi un libro, sarei (o piuttosto vorrei essere) un racconto di Borges: perché catturano testa e cuore.
Se fossi una canzone, sarei “Non è tempo per noi” di Ligabue: perché sembra proprio che per sogni grandi e belli si debba ancora aspettare.
Se fossi un cibo,  sarei un’insalata mista: un po’ confusa forse, ma sotto le prime foglie scovi sempre qualcosa che all’inizio non avevi notato.
Se fossi una bevanda, sarei un vino rosso fermo: per i suoi mille profumi e per il colore intenso e profondo.
Se fossi uno strumento musicale.. nulla di più improbabile! cosa potrei essere? non ho abbastanza grazia né armonia.
Se fossi un profumo, sarei gelsomino: perché mi ricorda tramonti d’estate e serate in giardino con amici.
Se fossi un frutto sarei una fragola: frutto di primavera, a volte troppo acerba, altre volte dolce e profumata.
Se fossi un gelato, sarei cioccolato amaro: non molti lo trovano soddisfacente, ma ad alcuni piace.
Se fossi una Festa, sarei il Natale: perché è carico di calore, speranza e senso della famiglia.
Se fossi una nazione, sarei l’Italia: incerta e sempre in bilico, ma volitiva, testarda e sognatrice.
Se fossi una lingua, sarei qualunque lingua…subisco inesorabilmente il fascino di poter esprimere la stessa parola in infiniti modi e con infinite sonorità e sfumature di significato.
Se fossi un fiore, sarei un tulipano: li trovo freschi e piacevoli, quello che vorrei essere io.

Se fossi una capitale sarei Parigi: banale?  Non me ne curo, al cuore non si comanda.
Se fossi un gioiello, sarei un anello: non attribuisco alcun valore ai gioielli in sé e per sé, ma gli anelli hanno almeno un significato.
Se fossi un personaggio delle fiabe, sarei Wendy di Peter Pan: assennata e coscienziosa,  ma desiderosa di volare dietro a qualcuno più fantasioso di me.
Se fossi uno dei Sette Nani, sarei Brontolo: ruvida e un po’ scontrosa e irascibile, ma solo in apparenza.
Se fossi un sentimento, sarei la tenerezza: ma qualche tempo fa non l’avrei mai detto… è evidente che sto invecchiando.

E invece sono soltanto io.

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