Cara Eli
… o Mavis, o Mercoledì Addams, o Kika, o Titti… a seconda di come ci gira di chiamarti seguendo le nostre lune,
Certe volte è difficile guardarti e non farsi venire pensieri pensosi.
Non hai proprio voglia di dirmi chi sei davvero?
Non mi dai neppure un indizio?
Tu che mi chiedi di usare whatsapp e di avere una tua pagina Pinterest piena di musica, nail art e “keep calm” (però mamma se non  vuoi non importa) e  che vieni a strofinarti in cerca di coccole, ma senza dare troppo nell’occhio.
Sei la mia ragazza d’acciaio, serena e brillante, studiosa e intelligente, che guarda lontano e vede tutto senza fatica?
O sei la mia ragazza timida e silenziosa, un po’ scontrosa e solitaria, con qualche lieve inquietudine da adolescente che si sente un po’ messa in disparte?
O forse sei tutte e due… Ma tu niente…. Non parli, nemmeno quando provo io a farti parlare.
Certe cose vengo a saperle per caso da altri.
Non parli nemmeno quando forse ne avresti voglia, e si capisce perché fai fatica a trattenerti e a trattenere qualche lacrima.. La ricacci indietro e mi dici che va tutto bene, che sono sciocchezze senza importanza.
Ti guardo e mi rivedo, con le tue stesse incertezze, con poche amiche ma con la A maiuscola, con qualche canzonatura da parte degli altri per gusti ed atteggiamenti non perfettamente omologati al resto del gruppo… Ma tanto a te, come a me, del gruppo importa poco.
O forse no?
Non ti vorrei mai diversa, anche se per te sarebbe più facile se fossi diversa.
Ti chiedo solo una cosa.
Non cominciare già a dodici anni a pensare di poter fare tutto da sola.
Non è vero, non si può. E se si può è dannatamente pesante.
Non farlo per favore… Baci grandi dalla mamma

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