Questa stagione incerta, davvero troppo lunga… la fine della scuola, e con essa la fine di tutti i ritmi, certo serrati e stremanti, ma fissi, scanditi e tutto sommato regolari…. la fine, di conseguenza, dell’amato caffè con le mamme prima del lavoro, che aiuta davvero tanto a sentirsi parte di qualcosa e a cominciare più serenamente la giornata…. l’assenza come al solito di precisi programmi per l’estate, solo qualche idea, che sembra però ancora tanto lontana….
Mi sento in sospeso, come ogni volta che finisce una fase ed i ritmi di vita devono adattarsi a quella nuova; è così ogni anno.
Quest’anno mi pesa però tanto.. non ho fatto in tempo ad accorgermi di essere già arrivata a questo momento, non ho sentito arrivare l’estate e tutto mi ha colto di sorpresa e stanca come al solito.
Mi rendo sempre più conto che i piccoli ritmi quotidiani aiutano a creare un  minimo senso di appartenenza e che, nel preciso momento in cui tutto questo viene a mancare, mi sento persa nel vuoto.
Il lavoro, evidentemente, è un legame necessario ma non sufficiente… ho bisogno di ben altro collante.
Ho voglia di pace e cieli azzurri, di aria e di profumo… ho voglia di Mulino Bianco, insomma, come una vera ochetta; se qualcuno – già che c’è- ci infila anche Banderas, non mi dispiace.

Per la cronaca: l’avus technologicus si sta addomesticando, ed ha preso a fare qualche telefonata con il cellulare… mi sento ancora più disorientata.

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