Immagine piuttosto orrenda, ne convengo.
Ma questo pensavo oggi, intanto che attendevo con pazienza vagamente orientale di entrre ad un’udienza prevista per le 13 poi effettivamente tenutasi (bontà loro) alle 15… e la fame è una gran brutta cosa.
E’ un po’ come la vecchia storia della scatola di cioccolatini di Forrest Gump, ma forse ancora più inquietante.
Fatto sta che spesso ho la sensazione di non vivere veramente la mia vita “dal di dentro” (chiedo venia per l’italiano), ma di assistere semplicemente ad un rapido e magari ciclico passaggio di persone ed avvenimenti.
E’ vero che la scelta del piattino (alias avvenimento alias persona) molto spesso dipende da noi, ma talora questa scelta viene effettuata sull’onda di un impulso da esaudire con eccessiva rapidità, o – al contrario – viene inficiata da eccessi di prudenza ed indecisione, che ci inducono a lasciar passare e ripassare il piattino più volte prima di avere il coraggio di prelevarlo.
Salvo poi scoprire, al momento buono, che altre persone più veloci, coraggiose o semplicemente più affamate di noi lo hanno già preso, gustato ed esaurito.
Il kaiten sushi è in realtà un’arma a doppio taglio: per chi, come me, non è ingordo ma ama lasciarsi tentare da piccole cose sempre diverse può sembrare la soluzione ideale.
Allo stesso tempo per chi,sempre come me, è costantemente tormentato da dubbi, incertezze e totale sfiducia nelle proprie capacità di scelta, il rischio è che il mucchietto di piattini collezionati sia decisamente deludente.
Devo solo sperare che quantità e qualità non vadano necessariamente di pari passo, ma non ne ho avuto grande prova sino ad oggi.
Non so se sono riuscita a rendere l’idea che volevo esprimere…. Sono decisamente stanca e ho le idee un po’ confuse.
Annunci