Quando ero (parecchio) piccola mi chiedevo come facessero le cicogne ad individuare con esattezza la famiglia a cui dovevano recapitare il neonato di turno, come fosse possibile che non scambiassero un camino con un altro, un maschietto con una femminuccia, un bimbo nero con uno giallo e via dicendo…
Già allora, evidentemente, avevo lo spettro dello scambio di neonati che mi ha perseguitato nel corso dei miei due parti.
Solo ora capisco che, in realtà, questa domanda ne nasconde un’altra senz’altro più importante: come fanno le cicogne ad essere certe che ogni neonato finisca nella famiglia più adatta per crescerlo in modo sereno ed armonioso?

Eppure, salvo tristi eccezioni, credo che le cicogne non sbaglino: sono certa che, al di là di banali motivi genetici, ogni bambino finisca nella SUA famiglia e che non potrebbe nascere e crescere altrove se non lì.
E questo non solo perché quella famiglia è il “nido” giusto per quel bambino, ma anche perché quel bambino ha certamente qualcosa da insegnare agli altri membri, per completarli ed arricchirli.
Almeno, questo è quello che mi dico quando la fatica si fa sentire ed il cammino da percorrere sembra davvero misterioso.
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