La primavera, si sa, quando arriva arriva, senza nessun preavviso , e ti travolge con calore, profumi e colori.
In questi casi, sembra carino persino il mini parcheggio sotto casa, dotato di due aiuole e quattro alberi spelacchiati.
In ogni caso, tanto basta per aver voglia di aria aperta, sole e libertà.

 

Tutto questo non è ovviamente sfuggito a Virginia, la giga-cavalletta di otto centimetri buoni (salute, Virginia) che ha abitato il gelsomino sul nostro balcone dallo scorso ottobre.
Buona buona,  ha passato l’inverno a rintanarsi fra i rami di notte e ad uscire allo scoperto di giorno, con una breve incursione natalizia in casa… Incursione ovviamente stroncata sul nascere perché, pure se si tratta di Virginia, ci è parso davvero un eccesso di confidenza.
Tutto ciò fino a ieri, quando nel corso dell’annaffiarura piante abbiamo scoperto che non era più lì…. Costernazione generale! Piuttosto che niente, pure una cavalletta andava bene come cucciolo di casa.
Abbiamo setacciato il balcone in lungo e in largo (operazione che, invero, non richiede più di cinque minuti), finché Alice non ha deciso di alzare il naso.
E lì, sospesa fra cielo e muro, dritta e impavida verso il quarto piano c’era lei…
Abbiamo tentato di chiamarla, di sgridarla, di farle notare che la sua casa era davvero carina e valeva la pena di tornare… Niente da fare. Lei ha proseguito.
A quel punto Elisa se ne esce con un “sai mamma, dopo tutto l’adolescenza è un’età  difficile, fa venire voglia di libertà proprio come la primavera. Bisogna capirla…”
Ecco, a questo  punto io avrei particolare voglia di scambiare due parole con la mamma dell’adolescente Virginia. Cosi, tanto per sapere come dovrò comportarmi quando vedrò mia figlia scalare i muri verso il quarto piano o forse più.
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