Sul Corriere di qualche giorno fa è comparso questo articolo di Giuseppe Severgnini, che si è premurato di ricordarci cento ragioni per amare l’Italia

http://www.corriere.it/foto-gallery/14_maggio_12/cento-buoni-motivi-amare-l-italia-31bd5426-da18-11e3-8b8a-dcb35a431922.shtml

Siccome Severgnini mi piace, mi sono presa la briga di leggere tutto, anche con un certo gusto, e mi permetto di condividere.
Forse abbiamo anche più di cento motivi per amare l’Italia (e magari pure gli Italiani già che ci siamo), comunque possiamo tranquillamente farci bastare questi.
Ma alla fine, non è un po’ triste che qualcuno ce li debba elencare e ricordare?
Perché ne abbiamo bisogno, mentre  ad esempio francesi e statunitensi (due nazionalità a caso, ma che a me sembrano particolarmente rappresentative sotto questo punto di vista) sarebbero in grado di ricordarsene da soli anche ben più di cento?
Non mi ritengo né drammaticamente patriotica né sciaguratamente esterofila… però mi secca da matti vedere che noi siamo ridotti al punto di doverci far ricordare quali siano i nostri pregi mentre altri sono in grado di cantare al mondo i loro senza alcuna fatica.

Rileggendo il post mi rendo conto che è un po’ retorico… pazienza, pubblico ugualmente.

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