La bolla di calore da cui siamo appena (temo momentaneamente) usciti mi ha lasciato provatissima.
Insonne, stanca, infastidita, subissata di scadenze lavorative e con pochissimo slancio….
Insomma, un giugno come tutti gli altri.
Anche se non proprio come tutti gli altri.
La vita è un viaggio, per alcuni più breve, per altri più lungo, talora semplice e lineare (raramente) talora complicato e tortuoso.
Non tutti percorriamo le stesse strade, o magari invece sì, capita di essere compagni di viaggio per periodi più o meno lunghi, ma soprattutto più o meno significativi.
Come in ogni viaggio, non tutti abbiamo  la stessa destinazione finale, o comunque ci arriviamo con mezzi e tempi diversi, magari ci si allontana per un po’ e poi si ritorna.
Oppure no.
Ecco, sono stanca.
Stanca di perdere continuamente pezzi della mia vita, per le ragioni più svariate, alcune orrende ed altre bellissime.
Stanca, perché anche quando le ragioni (per altri) sono bellissime, (per me) si tratta sempre e solo di perdere pezzi.
Che lasciano dei vuoti e che, alla fine, quasi mai ritornano al loro posto.

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