Mi è sempre piaciuta questa frase (senza il punto interrogativo), l’ho sempre trovata poetica ed allo stesso tempo appropriata.
Da stamattina ho cambiato idea.
Il bello è negli occhi di chi sa e vuole vedere; e siccome la lingua italiana (come ogni altra lingua) non è uno sport per signorine, fra “guardare” e “vedere” passa una gran bella differenza.
E’ vero che la versione originale della frase non è in italiano, ma comunque resto convinta di quel che dico.
Questo perché oggi:
La giornata è iniziata male, con uno sgradevolissimo appuntamento di lavoro a Milano
Però:
Per l’appunto era a Milano, e già questo alleggeriva di molto la cosa.
Si teneva in un quartiere che adoro, Porta Venezia.
Ero stranamente in anticipo, e mi sono presa il tempo di bighellonare fra le vie, vecchi palazzi, nascosti cortili e piccoli negozi di quartiere ( allora esistono ancora! Certo, il fruttivendolo poteva evitare i 12 eurini al kilo per le ciliegie … Ma non si può avere tutto).
Ad un passo dal centro, ma in piena “vecchia Milano”, con discussioni fra vicini di bottega che mescolavano italiano, arabo, indiano e milanese.
Ho scovato un posticino che mi ha calamitato e trattenuto per un espresso in un’atmosfera deliziosa, con i suoi tavolini all’aperto, tra fiori, dolci e caffè . Per chi ne avesse voglia, è il Mint Garden Café.
Poi è arrivata l’ora della riunione… Ma a quel punto gli occhi avevano fatto il pieno di quel tanto di bello che bastava e avanzava per superare indenne il tutto.
Due chiacchiere con il mio cliente, milanese nostalgico come e più di me, obbligato poveretto dalla consorte a trasferirsi in una villetta in Brianza, ed un pranzo con due amici  che sono una garanzia di  spensieratezza hanno completato il senso di questa giornata.
E il senso, almeno per me, è che occorre davvero saper vedere, guardare non basta.
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