Abbiamo terminato l’estate con quattro giorni a Londra.
La tecnica del martello pneumatico di Elisa ha avuto la meglio sulle ragioni del riposo (e sul quelle della ragionevolezza da spending review… ma si sa, non ci sono denari spesi meglio di quelli per i viaggi e tutto sommato io non ho bisogno di farmi pregare troppo).
Il vero problema, in tutta questa meraviglia (prima vacanza londinese per le ragazze, seconda per me ma dopo ben 17 anni di assenza, il che annulla il precedente), è stato conciliare i gusti di tutte e tre e concordare cosa fare.
Nell’ordine:
Elisa, adolescente-tipo (e non è detto che il tipo sia il mio ideale), vagheggiava di grattacieli, crocevia luminosi, negozi improbabili – ho visto cose che voi umani… – , ma per fortuna anche di Westminster Abbey e British Museum.
Certo, il suo momento di gloria è stato trovarsi nel delirio di Piccadilly sotto i pannelli luminosi dei figuri di X Factor (o era Britain’s got talent? mah..) incurante dei nuvoloni degni di Noè che incombevano.

L’altra, animo bucolico anche in piena metropoli, ha utilizzato il suddetto martello pneumatico per riuscire ad infilarsi in tutti i parchi che ha trovato… e a Londra non sono pochi.
Il prediletto è risultato essere St. James , e non mi sento di darle torto.
Ci siamo organizzate per due giorni di fila per fare pic nic e dare il tormento a corvi, anatre, scoiattoli e chiunque capitasse a tiro.

Dal canto mio, cercavo di parare i colpi, trascinandole per quartieri “very british”, librerie e negozi di tè in cui ho lasciato il cuore.
Tra parentesi… appena possibile credo  mi trasferirò qui
Alla fine, quello che ci ha messo tutte d’accordo è stata la Tate Modern: interessante per gli adulti ed appassionante per i bambini. In particolare, tutti i ragazzini erano affascinati dalla possibilità di creare loro opere al pc in un apposito settore della Galleria.
Ci è toccata una lunga coda prima che fosse il nostro turno e nel frattempo abbiamo ammirato gli artisti all’opera… sono venuti fuori lavori bellissimi, che venivano poi salvati e proiettati sulla parete sovrastante i pc.
Alcuni ragazzini hanno addirittura aggiunto al disegno dei versi esplicativi… sono rimasta colpita.
Le mie fanciulle hanno partorito opere coloratissime (con un tocco dark per l’adolescente inquieta), cosa che, nella mia costante ansia, mi ha tranquillizzato sulla loro complessiva serenità.
Pensandoci bene.. Alice non poteva che essere un cuore con le ali.
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