Cioè come il diavolo e l’acquasanta, come il cane e il gatto, il giorno e la notte e chi più ne ha più ne metta.
Invece sono i miei.
Due più spaiati non mi vengono in mente. Però durano, da quasi cinquant’anni, a dispetto di tutto e di tutti.
Lei irrequieta, curiosa, attiva e inarrestabile. Neppure le malattie serie l’hanno fermata, figuriamoci gli acciacchi quotidiani.
Lui tranquillo, taciturno, timido e casalingo, anche se può vantare un caratteraccio mica male. Ha viaggiato per lavoro tutta la vita, ma nessuno capisce come abbia fatto: lontano da casa sua è praticamente perso.
Così come perso è nei rari momenti senza di lei, o quando lei ha passato brutti momenti.
Si azzuffano e si cercano, si mandano tranquillamente a quel paese e riprendono il dialogo come nulla fosse.
Ora lei si gode tre giorni a Barcellona con il suo figliolo… Lui no, è rimasto a casa, perché non c’è stato modo di spostarlo da lì nonostante sia più in forma di tutti gli altri messi insieme.
Mentre lei impazza per la Catalogna, lui conta i minuti che lo separano dal rientro; sappiamo già che quando si rivedranno lui farà finta di niente come se neppure si fosse accorto dell’assenza.
Ma non ci cascherà nessuno.
Ed è in queste situazioni che mi viene in mente il detto: una volta le cose rotte si aggiustavano, ora si buttano via.
Se fossero una coppia di oggi, temo che non sarebbero durati un anno: troppe le differenze, e non su cose da poco.
Loro invece vanno avanti e continuano ad aggiustare, instancabilmente, con precisione millimetrica e risultati sorprendenti.
Chapeau.
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