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Posto che il pragmatismo non le ha mai fatto difetto, al pari dell’autostima, ultimamente mi paiono entrambi in decisa crescita.
Perfettamente a suo agio nell’ambiente liceale, gestisce con disinvoltura uscite in anticipo, entrate in ritardo (compensate con abbondanti colazioni in gruppo al caffè vicino alla scuola) e frequentazioni della palestra stando attenta a schivare la prof. di matematica che suda sulla cyclette in fondo alla sala.
In aggiunta, gestisce i ritardi e gli imprevisti da maltempo con consumata abilità da “piccola imbruttita”.
Eli va a scuola ogni mattina a piedi, insieme ad un’amica che abita poco distante da noi. una ventina di minuti di strada, che servono per svegliarsi, fare due chiacchiere rilassate prima di iniziare la giornata e, non ultimo, tenersi in forma (“sai mamma che peso già ben 42 chili?” emmenomale… hai 14 anni e sei più alta di me…).
L’altro giorno però pioveva forte, tirava un po’ di vento, erano in ritardo  e la sua amica è finita in una pozzanghera appena fuori casa.
Niente panico. Si guardano negli occhi e scatta l’idea: taxi?
E taxi fu: sono arrivate a scuola così, in perfetto orario e senza inzupparsi ulteriormente.
Al mio sguardo fra l’incredulo ed il morto dal ridere mi ha risposto: sai mamma, qui mica siamo a Milano che in un momento sali sul bus o in metropolitana e parti.. qui non sai quando passa né quando arriva: il taxi è l’unica soluzione in caso di emergenza.
Noblesse oblige.
Comunque, tanto per non restare impreparate, lei a la sua compagna di cammino ripassano quotidianamente la sequenza delle fermate della metro di Milano… non si sa mai.
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