Tanto, parecchio, su molti fronti. Ma oggi, nella fattispecie, su quello letterario.

Rientro di una passeggiatina in pausa pranzo, almeno oggi che il cielo padano riesce a regalare una di quelle giornate in cui si vedono le montagne, e tu vorresti essere in un punto qualsiasi al di là delle cime piuttosto che qui.

Comunque, nel piccolo borgo tutto o quasi è chiuso in pausa pranzo (e non è che ci si possa sempre infilare da Tezenis.. alla fine ho più mutande che capelli in testa) tranne, per fortuna una libreria.

Non è proprio la mia preferita, perché quella in pausa pranzo proprio non ci sente, ma ci accontentiamo. Parto alla ricerca di qualcosa da leggere, senza aver in mente nulla di preciso.

Ultimamente confesso che ho qualche problema con la scelta dei libri. Forse perché non ho molto tempo, mentre questo è un genere di scelta che merita dedizione e riflessione: mi sono invece ritrovata spesso con libri che dal titolo, dalla copertina, o da una veloce scorsa sembravano interessanti e si sono invece rivelati mediocri quando non pessimi.

In effetti, guardandomi in giro fra gli scaffali, le perplessità non diminuiscono. Si va dalla sovrabbondanza di titoli di tutte le sfumature dal rosa al rosso (sangue o eros, a scelta), messi con noncuranza accanto ai libri per le ricorrenza della giornata della memoria, a biografie di calciatori o similari (…), per finire con titoli inquietanti tipo “il jihadista della porta accanto”.

Anche no, grazie: il mio vicino deve avere circa 90 anni, ma vuoi vedere che anche lui…? Preferisco non pensarci e tiro oltre. Resisto alla trappola di un titolo come “la fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte” e alla fine, comunque confusa, ne esco con “Smith & Wesson” di Baricco.

Spero che almeno lui non mi tradisca. Nel caso, si accettano volentieri suggerimenti su libri fenomenali da mettere in coda di lettura.

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