E non mi riferisco ai Tribunali, dei quali meno sento parlare meglio è, bensì ai due membri non togati della mia famiglia.

Più le guardo, più mi dico che se l’equa distribuzione delle risorse non si riesce ad attuare all’interno di una stessa famiglia, figuriamoci nell’universo mondo. Eppure, giuro, le ho messe insieme nello stesso identico modo, con lo stesso impegno, passione e concentrazione. Quindi, cosa mi è sfuggito?

Premesso che ad averne di problemi come i miei: lo so bene che non ho motivi veri per lamentarmi. Però, siccome ogni cosa è sempre migliorabile, perché non anche le figlie? poi, magari, un giorno parleremo anche delle madri…

La prima: brava a scuola, decisamente brava; studiosa, tanto; orgogliosa e puntigliosa, tanto da farsi saltuariamente venir fuori orticarie da stress nei periodi di maggior fatica scolastica; comunicativa quel tanto che basta per non essere descritta come timida, poche parole ma tutte a segno, dotata di ironia e sarcasmo anche un po’ pungenti. Per contro: scarsa empatia nei confronti della sorella, guardata un po’ dall’alto in basso con espressione di sufficienza; tanto vivace intellettualmente quanto pigra e indolente nelle incombenze di ogni giorno; priva di qualunque senso pratico, la sua massima espressione di autosufficienza in caso di necessità è ordinare un pizza a domicilio, tutto il resto sfugge.

La seconda: fresca e leggera come il vento di marzo, di cui è tipica espressione; testa persa nei sogni, scarso interesse per i fondamentali (scuola in primis) enorme attenzione e dedizione per le inutilia; non ricorda una data di storia neppure sotto ipnosi, ma nomi e numeri di telefono di tutto il mondo non restano a lungo un mistero per lei (ha imparato i nomi dei compagni di scuola di sua sorella ancora prima della suddetta sorella); spiccata propensione alla socialità (cioè: non si fa i fatti suoi neppure a morire), allegra, piaciona, svampita e coccolosa, in realtà la sa molto più lunga di quanto sembri. Per contro: ecco… se tolgo i risultati scolastici altalenanti (ma pur sempre entro limiti più che decenti), non trovo un contro.

Forse perché anche io e mio fratello eravamo così, il giorno e la notte, e in fondo io avrei sempre voluto essere mio fratello? Forse perché il primo non è mai uguale al secondo, e anche se a prima vista pare il contrario, alla fine viene fuori che il secondo è pure meglio?

Non lo so.. so solo che mi ritrovo a fare le stesse considerazioni ogni volta che la seconda porta a casa un voto non proprio sfolgorante, e che ogni volta – dopo essermi arrabbiata come una bestia –  mi chiedo se sia meglio sapere a menadito tutto su Carlo Magno ed i suoi valvassori e “valvassetti” oppure altro.

Forse, alla fine, altro. Però non è giusto, per quella che fa di ogni suo giorno un impegno.

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