Che mi sembra più carino che dire “tra carne e pesce”, ma in realtà è questo che sei.

Sei tu.

Tu che mi stupisci ogni giorno,  che riempi le mie giornate anche più del necessario, che metti a dura prova la mia capacità di comprensione e di immedesimazione, che credo di non conoscerti ancora veramente dopo tutti questi anni.

Sei tu, che quando sei nata urlavi come non ho mai sentito, con gli occhi spalancati su di me e sul mondo che già allora ti sembrava complicato; tu che giochi tanto, qualche volta facendo la grande e altre volte facendo la piccola, a seconda di come ti viene meglio e di come ti aggrada. Tu che ti metti lo smalto (ma solo nel fine settimana), ti pettini capelli facendo le smorfie e controlli meticolosamente se compare qualche orrendo brufoletto; ma poi la sera, prima di dormire, ti assicuri altrettanto meticolosamente che tutte le bambole che hai voluto conservare  siano ben al loro posto per la notte, coperte e al caldo.

Sei tu, che vivi di ansie e turbamenti (chissà da chi avrai preso…), un po’ melodrammatica ed eccessiva, che riesci sempre a farmi stare in agitazione pensando che tu non ce la faccia; a fare cosa, ancora non mi è chiaro.. che tu non ce la faccia in generale.

Invece ce la fai eccome, e poi mi guardi con  un misto di soddisfazione e voglia di rassicurarmi. Ce la fai quando mi devi chiedere qualcosa, e trovi sempre la maniera giusta; ce la fai quando sei agitata per la scuola, e vieni a strofinarti contro di me, ma poi ti raddrizzi e vai, con coraggio… perché le tue giornate non sono necessariamente più facili delle mie, ma io non sempre me ne ricordo.

Sei tu, che da dodici anni esatti ti sei appropriata con forza della tua parte di questa mamma che ti è toccata, e non l’hai più mollata; ma magari fra non molto lo farai, perché la crisalide già quasi non c’è più e si intravede molto bene la farfalla.

Auguri. E un bacino sul naso, che per fortuna non somiglia al mio.

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