Il mio sabato sera oggi è un pigiama party per il compleanno di alice. 

Questo vuol dire nove ragazzine dodicenni per cena e sette per la notte. 

Tutto ciò non mi preoccupava in fase organizzativa, e tutto sommato non mi preoccupa neppure ora che ci sono dentro fino al collo.

Tranne che per una cosa. 

Tutte le ranocchie tranne una (che, non dovrei dirlo, è la mia preferita) si sono presentate munite di telefonino. Non in tasca o nella borsa, ma fieramente sbandierato. Prima richiesta una volta varcata la soglia di casa mia, il codice per il Wi-Fi. 

Il codice è stato dato, i telefoni subito sequestrati fra le proteste. 

Proteste di tutte, rumorose e ripetute, tranne per fortuna alice e altre due. Mi sembrano possedute: ho allineato i loro telefoni su una mensola e loro continuano a passarci davanti per capire se hanno ricevuto messaggi.

Ora: due mesi fa ho avuto per una analoga serata, per il compleanno di Elisa, una decina di quindicenni. Non hanno fatto una piega, non le ho neppure sentite. Educate, allegre, poco rumorose e soprattutto in modalità no-phone. 

Allora dove sta la differenza? Tre anni contano così tanto? Mi auguro che passino in fretta. Ora parlano, mangiano e giocano: sembrano aver accantonato gli infernali aggeggi. 

Ma per quanto? 

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