Francesco è amico di mio fratello dai tempi del liceo. Ma amico tanto.. Così tanto che ci eravamo convinti che facesse parte dell’arredamento di casa nostra, visto che era sempre lì.

Un tipo particolare, con una famiglia altrettanto particolare alle spalle; credo fosse per questo che da noi stava bene, visto che mia mamma è il prototipo della mamma, per non dire della mamma italiana che- si sa- è parecchio più mamma delle altre.

Quando era in crisi a casa sua si presentava da noi, orario indifferente, sempre con un piccolo vassoio di dolci, quasi a scusarsi per il “disturbo.
Era speciale, sognatore, sensibile e idealista.. E quindi sempre inevitabilmente deluso da qualcosa o qualcuno. Praticamente l’esatto contrario di mio fratello, quindi erano perfetti insieme.

Quando i miei erano via veniva a dormire spesso da noi. Dormire voleva dire che lui e mio fratello passavano la notte guardando partite NBA, con il solito vassoio di dolci in mezzo a loro. Io ero ospite forzata, costretta a indovinare nomi improbabili di giocatori di basket a me sconosciuti; in caso di errore, cioè quasi sempre, non avevo diritto a dolci .. Va beh.

Ieri sera l’ha rifatto: a distanza di millenni i miei se lo sono visto comparire a casa loro poco prima dell’ora di cena, in compagnia del solito vassoio di dolci, preannunciato di pochi minuti da una telefonata di mio fratello che è poi sopraggiunto. Perché loro non hanno mai smesso di vedersi e frequentarsi.

“Avevo voglia di salutarvi e vedere come state” ha detto il fantastico ex ragazzo ai miei sbigottiti genitori. Hanno chiacchierato per un po’, riso insieme, ricordato fatti e persone, guardato foto di amici vecchi e bambine (per lui) nuove, cioè le mie. Il che dà la misura di quanto tempo sia passato dall’ultima volta.
Poi se ne è andato, felice di questo scampolo di serata.

Ho sentito mia mamma subito dopo, intenerita e nostalgica. Dovevano ancora cenare alle 21 passate.. Cosa per i miei del tutto illogica. Ma non avrebbero cenato, avrebbero mangiato solo i dolci di Francesco.
Perché così ha deciso mio padre, che normalmente non mangia dolci.

Mi sono sentita anche io intenerita e nostalgica, ancora una volta troppo lontana da casa e da quello che succede da quelle parti.
Avrei voluto esserci in quello scampolo di serata, chiacchierare di tante cose e mangiare i suoi dolci. Sarei stata perfino disposta a tentare di indovinare qualche nome di giocatore NBA. Invece ero altrove.

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