Non perché non sia legittimo dire no.

Ma perché i no, come i sì, devono avere ragioni, sostanza e forma. 
E, soprattutto quando chi li pronuncia (o più spesso li urla) si proclama paladino di non meglio precisate libertà, devono avere un viso e- se non è di troppo disturbo- un nome e un cognome.
Oggi, a Milano, i No non avevano né volto, né nomi né cognomi.: solo passamontagna neri, mazze e bombe incendiarie. Ognuno ha i suoi gusti e le sue maniere. 
Forse non avevano neppure ragioni, ed è per questo che mancava anche tutto il resto. 
Chi ha ragioni non ha timore di pronunciarle in modo chiaro, aperto e senza bisogno di gridare. 
Oggi mi vergogno.
Non per chi ha devastato la mia meravigliosa città senza neppure avere il coraggio di mostrarsi. 
Mi vergogno perché nessuno – nonostante i soliti gridati allarmi- è stato in grado di difendere Milano da un branco di animali infuriati. 
Questo non fa onore a nessuno: non a chi ha devastato, non a chi non è riuscito ad impedirlo. 
Sono solo triste e amareggiata, per l’ennesima volta. 
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