Il post si colloca nel filone “da mia mamma ho decisamente tutto da imparare”.

Il nonno (meneghino più del panettone) ha 84 anni.

La nonna (pugliese più delle orecchiette, anche se abbondantemente naturalizzata milanese grazie a quasi 60 anni di residenza all’ombra della Madunina)  va per i 78.

In quasi 50 anni di matrimonio, mia mamma non ha mai avuto la soddisfazione di farsi portare da mio papà in vacanza nella sua amata Puglia. La ragione non è mai stata chiarita… conoscendo il nostro pollo, propendiamo per una sconfinata pigrizia, fiaccata ora solo dall’età che avanza e dal lavorio  ai fianchi operato dalla nonna. La seconda ipotesi è un po’ più maligna, e contempla l’assoluto disinteresse (ovvero terrore) circa l’eventuale incontro con parenti di mia mamma, soprattutto con alcune cugine che pare cucinino dall’alba al tramonto senza tregua.

In ogni caso, com’è o come non è, la nonna è finalmente riuscita con esorcismi e sortilegi a trascinarlo in tour per una settimana nella natia regione.

Nonostante i patemi che hanno preceduto la partenza (partirà? non partirà? ci ripenserà?), il nonno se la sta cavando egregiamente, fa tutte le visite e le escursioni che deve fare, si adatta a mangiare ad orari “mediterranei” che per lui sono roba da alieni, apprezza tutto quello che vede e non batte ciglio.

Oggi mi arriva un whattsapp di aggiornamento dalla nonna: “il nonno ha attraversato indomito le Grotte di Castellana”; che per inciso vuol dire 3 chilometri di percorso umidiccio e un po’ scivoloso, non proprio agevole per un ottuagenario.

Io sono francamente stupita da lui e ammirata da lei.. in primo luogo perché non si è arresa ed ha ottenuto quel che voleva quando ormai non ci sperava più; in secondo luogo perché (come mi ha confessato nella telefonata che ha seguito di poco il whattsapp) ha trovato il trucco per godersi la vacanza al riparo da eventuali lagne e brontolamenti: non sta mai accanto a lui durante le escursioni, lo abbandona in compagnia di sconosciuti e lei se ne va a sua volta con altri compagni di viaggio sconosciuti. Una volta raggiunto l’albergo, non ci sono più motivi di possibili lamentele, e la coppia si può ricostituire per la cena.

Beh, chapeau mamma: terrò presente.

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