Come sempre più spesso mi capita, anche oggi mangio in ufficio.

Abitudine poco sana ma pratica, che mi consente di guadagnare tempo e ogni tanto rientrare un po’ prima a casa dai miei mostri e che mi consente anche  di gironzolare fra blog lasciando commenti qua e là o scrivendo quel che mi passa per la testa.

Oggi sono partita da un ricordo.. giusto un attimo, ma mi si è stampato nella mente e si vede che lì si trova bene, perché non riesco a farlo uscire.

Mi è tornato in mente il primo vero “caffè delle mamme”, luogo eletto di ritrovo fra amiche dopo aver accompagnato i bambini a scuola. Era un piccolo caffè, carino, discreto, magari un po’ buio; ma ci sentivamo a casa.

All’epoca le mamme non erano le stesse di ora, o almeno lo erano solo in parte. Alcune si sono perse per strada, altre si sono aggiunte; il caffè di oggi – un luogo molto più bello a mio parere e molto più luminoso- è in qualche modo un po’ più impersonale, anche se ormai siamo di casa.

In realtà, oggi non cambierei l’attuale caffè con nient’altro: l’atmosfera che si è creata intorno a quei tavolini è impagabile.

Mi sono però ricordata che il vecchio caffè (purtroppo oggi chiuso e tristemente abbandonato) è legato indissolubilmente alla mia esperienza nel pianeta blog. Un pianeta che, confesso, fino a qualche anno fa mi era completamente sconosciuto oltre che estraneo.

E’ stata un’amica (una di quelle un po’ sparite, e mi dispiace) a raccontare a Flo e a me del blog che aveva già da tempo, cosa che avevamo trovato incredibilmente affascinante e… come dire… un po’ esotica, passatemi il termine.

Così siamo partite anche noi due, lancia in resta, infilandoci su Blogger senza ben sapere come muovere le mani e il mouse. Tanti piccoli pensieri hanno preso forma da quel momento, io ci ho messo in mezzo anche un trasloco da queste parti, ma – chissà perché – non ho mai chiuso il mio vecchio blog.. l’ho lasciato lì, al punto in cui mi sono fermata in gennaio. Anzi, ogni tanto passo a dare una rinfrescatina al look… perché nella vita tutto può succedere e io non sono una che ama buttar via pezzi di vita.

E in cima a tutti questi ricordi (sarà stata l’ora, sarà stata la fame) si sono piazzati il profumo ed il sapore di un club sandwich favoloso che mangiavamo a pranzo nel vecchio caffè, in un piccolo giardino ombreggiato e silenzioso.

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