Ci penso di frequente, anche in quanto madre di due adolescenti: ancora piccole per questi problemi, ma si sa che il tempo passa in fretta.

Per amore di pace, e per rischiare di sentirmi dire che trattasi di post sessista, preciserò subito che si può benissimo verificare la situazione inversa.. ci mancherebbe. I diversi esempi che ho sottomano, però, raccontano di storie che procedono nel senso che vi spiego.

La nostra Lei è carina, magari pure parecchio ma non è questo il punto focale del discorso; laurea brillante, intelligenza ancora più brillante, bel lavoro interessante (in Italia o all’estero, punto indifferente), molte amicizie ed interessi.

Il nostro Eroe è bello/belloccio, un po’ figlio di papà, laureato ma senza sfiancarsi, destinato – se solo lo volesse o ne fosse capace – ad una carriera altrettanto brillante di quella della sua Lei o del predetto papà, sportivo solo se può esibire qualche look folgorante, in realtà amante di tranquille vacanze e frequenti weekend lunghi in località vip, circondato da amici altrettanto vitelloni.

Il più delle volte il loro spensierato tran tran di coppia, fra il pantofolaio ed il mondano – a seconda degli umori -, inizia in età universitaria o appena post universitaria e prosegue inalterato per molti lunghi anni, così lunghi da condurre pericolosamente ad un “per sempre”.

Talora si propone l’inghippo di un bebè inaspettato, talora no. Nel primo caso, la Lei inizia a domandarsi con angoscia se davvero vuole passare il resto della sua vita con l’Eroe. La risposta per lo più non le piace; quindi Lei, che pure sul lavoro è abituata a prendere in meno di un secondo decisioni difficili ed impegnative senza sbagliarne una, la accantona e prosegue come prima. Se il bebè non arriva, il rischio che la domanda non venga mai posta è molto alto.

Un’amica mi raccontava oggi di una situazione come quella appena descritta che sta capitando alla sua brillante nipote: persino la bambina decenne della mia amica ha iniziato a soprannominare il fidanzato della cugina “l’Idiota”…. la ragazza, invece, prosegue imperturbabile la sua corsa verso il nulla.

Ora, in tanti magari direbbero “l’importante è che sia un bravo ragazzo”. Cosa ciò significhi, di preciso, non è sempre così chiaro; quello che è chiara invece è l’abissale differenza di “categoria” (passatemi il termine) fra i due piccioncini.

Cosa spinge una brillante ragazza (ma, ripeto, può essere anche il contrario) ad accompagnarsi per tanto tempo a chi non ha evidentemente nessuna chance di attestarsi ad un livello decoroso? tanto per sgomberare ogni ulteriore dubbio, non sto parlando di soldi: sto parlando di intelligenza, spirito, interessi, capacità, e voglia di fare.

Può essere che il desiderio di una vita personale “tranquilla”, a fronte di una vita professionale impegnativa e faticosa, possa far propendere per un compagno chiaramente non all’altezza ma che molto probabilmente non sarà mai causa di grandi dilemmi nella vita? Oppure amano vincere facile? Oppure non arrivano a percepire l’abisso che li separa (non ci credo..)?

Qualcuno mi illumini…

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