mare-onde

immagine dal web

Ormai la conosci, quando arriva lo sai.. La vedi e la senti anche da lontano. Le prime volte cerchi di nuotare più forte che puoi, una specie di salmone che risale la cascata.

È faticoso però, e quasi mai dà i risultati sperati. Alla fine del maremoto ti ritrovi stremata, come buttata per caso sulla prima spiaggia che hai trovato, più sopravvissuta che viva.

Poi capisci che forse all’onda è  persino meglio non opporsi, ma anzi assecondarla.

Allora smetti di incaponirti in inutili prove di forza , semplicemente  ti lasci trasportare, aspetti che esaurisca la sua furia e si ritiri in buon ordine, come fa sempre.

In quel frattempo sai che non sarà divertente, né  per te né per quanti attorno a te -forse- se ne accorgeranno. Pazienza, mi dispiace solo per gli altri.

Perché quando l’onda arriva  non c’è quasi mai una vera ragione. La tua vita sta scorrendo esattamente come un momento prima, senza alcun avvenimento che l’abbia effettivamente scombussolata o peggiorata.

Semplicemente, quello che fino ad un attimo prima ti sembrava ordinaria ed accettabile quotidianità si manifesta per quello che è: insofferenza, fatica e un po’ di sconforto.

Poi sai che passa, l’onda si allontana e trascina di nuovo tutto con sé, detriti e rami spezzati compresi, restituendoti alla tua “rassicurante” quotidianità.

In realtà conosco la cura: guardo le ragazze; e immediatamente ho di nuovo voglia di sorridere.

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