Ammetto di essere rimasta parecchio indietro con le serie TV, e che il paragone sia davvero troppo datato. In questo momento però non mi viene in mente altro.

Ogni tanto ripenso alle persone che incontro per lavoro, clienti soprattutto, ma anche altre figure.

Purtroppo vivere in un piccolo posto, come ho avuto infinite volte modo di sottolineare, ha delle implicazioni che io trovo altamente negative; ovvero molti sanno i fatti tuoi e spesso tu (io non troppo in  realtà, sono un tipo volutamente distratto) conosci i fatti loro.

Questo ha come ulteriore effetto collaterale quello di vedere la gente in una luce che non è sempre quella appropriata; assistere un cliente che (a livello personale e per quanto conosci di lui al di fuori delle ragioni professionali) non ti è particolarmente simpatico, presenta disagi deontologici non da poco, almeno per me. E, purtroppo, capita spesso di aver a che fare per lavoro con persone che si conoscono per ragioni completamente diverse.

Allo stesso modo, per motivi opposti, persone di cui hai comunque una certa stima personale e che consideri “a posto”, riescono a rivelarsi talora altamente sgradevoli nel momento in cui i loro interessi entrano in gioco e devono proteggere la loro bella faccina.

Ecco.. Ne sono stanca. Stanca di vedere sempre più spesso le stesse persone in doppia veste, con una doppia faccia. Stanca di fare sempre più fatica a guardarle nella giusta luce a seconda del momento. Stanca di dovermi chiedere sempre più spesso perché ho scelto questo lavoro e di ricordarmi sempre meno la risposta.

Stanca di vivere in una puntata di Peyton Place. Non mi dispiacerebbe passare, che ne so.. a Sex and the City. Giusto per recuperare una cinquantina d’anni di Tv e vedere un po’ l’effetto (positivo) che fa.

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