Gli uomini sono volatili, ne sono convinta. Chi più chi meno, ma tutti nasciamo dotati di un robusto paio di ali; sta a noi decidere se, quando e come usarle.

Le mie figlie non sono diverse dagli altri, anche loro hanno le loro brave alucce; sui tempi e sui modi per l’utilizzo, però, devo ancora capire come saremo organizzate.

Elisa, che è nata consapevole, parla di futuro con occhi  pieni di gioia, entusiasmo e montagne di autostima. Si prefigura mille cose che potrà e vorrà fare, tutto le sembra possibile e meraviglioso e mai ho percepito in lei il dubbio che possa non riuscirci.

Se tutto ciò poi si realizzerà davvero non è ancora dato di sapere; ma lei ci crede, e già questo aiuta parecchio.

Alice ha un paio di ali grandi, ma così grandi che vorrei averle io. Sono ali non convenzionali, parlano di doti molto personali, magari istituzionalmente poco riconosciute e valutate, ma a mio parere di tutto rispetto.

La fanciulla ha grande fantasia, è molto intonata ed ha un orecchio musicale davvero ragguardevole. E’ decisamente la più dotata in famiglia per il disegno, ha un fantastico occhio per le inquadrature e la fotografia.

Insomma, ha tutto quello che manca alla sua molto più celebrata sorella (e pure a me).

Però…. nonostante queste belle ali, non vuole imparare a volare. Lei non le vede, e quando le vede preferisce non aprirle.

Non vuole imparare a suonare uno strumento, nonostante non abbia alcuna difficoltà a cercare e trovare da sola, con la pianola che usa a scuola, le note di brani musicali che le interessano. Non vuole frequentare una scuola di disegno, perché ritiene che di certo non sarebbe brava come gli altri.

Quando ottiene un voto alto in una di queste materie (e capita spesso, molto più che con altre discipline) non dà alla cosa particolare enfasi… tanto sono soltanto musica e arte. E si interroga con una certa ansia su cosa potrà mai fare da grande una come lei, a suo parere non particolarmente brava in nulla, posto che tutte le cose che le piacciono le sembrano prive di reali prospettive.

Questa sua mancanza di autostima mi preoccupa. Non perché penso che non troverà la sua strada, ma perché non mi piace; non mi piace questo suo atteggiamento di rinuncia a priori, questa tendenza ad evitare il confronto con se stessa e con gli altri per timore di uscirne malconcia e delusa. O forse, ma spero di no, per il timore di deludere me… questo proprio non lo vorrei.

Per una come me, con i piedi pesantemente ancorati a terra, riuscire ad insegnare a volare a qualcuno è un’impresa davvero improba.

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