amore cucina e curry

immagine dal web

Sabato sera ero a casa da sola… ho idea che questa cosa ormai potrebbe capitare, di tanto in tanto. Indice di quanto il tempo scorra inesorabile e di come la mia vita mi appaia sempre più vuota; ma non è questo il tema del post.

Mi sono cercata un film da vedere fino al momento di uscire a recuperarle; non volevo nulla di impegnativo, giusto qualcosa di rilassante e piacevole per passare il tempo.

Sono incappata in “Amore, cucina e curry” orribile e avvilente traduzione del titolo originale “The Hundred-Foot Journey” (nota: ma perché le traduzioni italiane sono sempre così prive di senso e poesia?), che mi ha attirata non certo grazie al titolo ma perché diretto dallo stesso regista di “Chocolat”.

Molto in breve, il protagonista è un ragazzo indiano, finito in Francia con la famiglia, dotato di incredibile talento culinario. Il talentuoso giovane lavora nel ristorante di famiglia, aperto in un villaggio francese da fiaba, proprio di fronte al ristorante stellato Michelin di Nostra Signora Helen Mirren. Tanto briga e tanto disfa, il ragazzo, che riesce a far assaggiare all’incredula e scostante rivale la sua personalissima rivisitazione dell’omelette, strappandole così la fatidica frase “allora ce l’hai”. Il talento.

Detto ciò, il film si lascia vedere, bella fotografia, ma di certo non resterà negli annali della cinematografia.

Negli annali della mia memoria invece resteranno  per parecchio tempo quella frase e l’espressione con cui veniva pronunciata. Frase ed espressione che vorrei tanto qualcuno potesse indirizzare a me, per una cosa qualunque; fosse anche solo un’omelette.

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