pure lui…!

Da quando sono nata, bambina inappetente e poco incline al sonno nelle ore canoniche, le due parole che più spesso sentivo dire da mia madre erano “mangia” e “dormi”.

Crescendo, un minimo di sale in zucca mi ha suggerito che dormire era cosa buona e giusta, e pure piacevole. Così siamo passati alla modalità monotematica “mangia”.

Andare a vivere da sola (e in un’altra città) ha di molto ridotto le possibilità di mia mamma di controllare questo aspetto della mia vita (sul quale, non ho difficoltà ad ammetterlo, ho spesso mentito). Per amore di verità devo anche dire che il mio amore per il cibo è andato aumentando con l’aumentare dell’età, soprattutto dopo le due gravidanze. Non sarò mai una mangiatrice famelica, ma ormai apprezzo indiscutibilmente la compagnia del buon cibo.

Però, si sa, per una mamma non basta mai, soprattutto se la mamma in questione è di origine pugliese; così subisco ancora, durante i pranzi domenicali in stile “grosso grasso matrimonio greco”. Sono preparata, mi rassegno e guardo oltre.

Quello a cui non ero preparata è la teoria della mia nordica e salutista zia secondo cui “il raffreddore va nutrito”. Teoria a suo dire propria del popolo anglosassone, che – sempre a suo dire – ne sa una più del diavolo e quindi bisogna dargli retta per forza.

Premesso che mia zia darebbe retta agli inglesi su qualunque cosa per partito preso, premesso che (secondo me) gli inglesi il raffreddore non si limitano a nutrirlo ma lo dissetano abbondantemente – e temo non con acqua -, questo fine settimana mi sono trovata sotto assedio.

Causa raffreddore ciclopico esploso giusto ieri in concomitanza del pranzo in famiglia, sono stata assalita da due fronti: nord e sud, Italia e Inghilterra, passando per la Svizzera che ha fornito il miracoloso (bah) olio Olbas di cui la zia salutista mi ha cosparso i fazzoletti.

Non so che dire… se pugliesi e inglesi si trovano d’accordo temo che mi tocchi capitolare: questa sera uscirò a cena con le mie amiche. Nutrirò in modo degno il raffreddore, ma anche l’anima, e la perfida Albione non avrà nulla da rimproverarmi.

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