Settimana 1 arriva ogni anno, non si scappa. Porto le ragazze al mare e rientro, faccio un respiro profondo e organizzo i giorni riempiendone ognuno con tutto quello che non sono riuscita a fare nei precedenti 11 mesi.

Nell’ordine (più o meno), quest’anno settimana 1 è stata:

decidere di uscire a bere qualcosa con un’amica all’ultimo momento, dove l’ultimo momento sono quasi le 11 di sera, ora in cui normalmente mi trascino verso il letto; chiacchierare in relax e svuotare entrambe i pensieri, che può solo fare bene

uscire a cena con un gruppo di vecchi amici e sentire che due di loro si trasferiranno ad Amsterdam il prossimo mese: abbracciarli come se partissero per la luna ed essere felice e fiera per il loro coraggio; sentirsi anche un po’ depresse, come al solito, ma quello è un problema mio

passare una bella serata con un’amica, raccoglierne le confidenze e chiederti perché persone intelligenti come lei – che difendono a gran voce i diritti di tutti – non riescano a difendere i propri di diritti e a  vedere che una relazione in cui manca il rispetto non è una relazione, è solo una porcheria (che poi, già il termine  “relazione” in sé e per sé è poca cosa..); sapere perfettamente che sono anni ormai che non legge il tuo blog, ma sperare che la sorte la porti qui anche solo per errore, in modo che legga queste parole e  tu non abbia più la tentazione di dirle cosa pensi la prossima volta che la vedrai

sentirti dire da tua figlia che va be’ ieri sera sei uscita e la sera prima pure, ma stasera devi stare in casa a guardare Francia/Germania e devi pure tifare Germania anche se ci ha eliminato: perché la Francia ha eliminato l’Islanda, che è una cosa ancora più grave, e perché alla fine non c’è proprio più nessuna ragione per cui dovremmo tifare Francia

Ma settimana 1 è anche svegliarsi alle 5 di mattina senza sapere perché, rigirarsi un po’ nel letto e poi decidere di traslocare sul divano, così fai in tempo prima di uscire a guardare due puntate di fila dell’ultima serie TV da cui non riesci a staccarti e che hai registrato appena in tempo prima che scadesse su Sky

è decidere, alla fine delle suddette puntate, che è giunta ora di farsi coraggio e lavare un po’ per volta le coperture del divano che gridano vendetta, farsi quasi saltar fuori un’altra volta l’epicondilite mentre lotti con i cuscini per toglierle, e quindi chiederti chi diavolo te l’abbia fatto fare

è rendersi conto che dopo tutto questo traffico è diventato tardi, quindi farai la doccia al volo e uscirai con i capelli ancora bagnati, che tanto si asciugheranno in bicicletta; ed è far finta di niente quando arrivi in studio, e correre in bagno a pettinarsi perché tutti ti guardano come una pazza per come sei conciata

da ultimo, è anche continuare a guardare e riguardare questo video, ormai virale, e farsi venire ogni volta le lacrime agli occhi per come il gigante e la bambina si ipnotizzano a vicenda, per come lui si asciuga gli occhi di nascosto e perché questa è la canzone che spesso  ascolti quando hai bisogno di una razione in più di ottimismo

Domani è venerdì. Sei quasi finita, cara settimana 1: come al solito sei stata piuttosto piena e surreale, ma in fondo non male.

 

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