La foto è tremenda.. ma l’ho scattata di corsa e di nascosto, prima che l’interessata se ne accorgesse e mi chiedesse il perché.

Comunque. Questa è la borsa che la mia ineffabile primogenita  aveva chiesto l’anno scorso come regalo per la promozione.

Aveva in mente da tanto il modello, ma una volta in negozio  abbiamo passato un bel po’ di tempo a scegliere il colore e – soprattutto- la frase che distingue ogni borsa.

Si è fermata davanti a questa, apparentemente pensierosa, ma con l’aria che di solito ha quando invece ha già deciso tutto e sta semplicemente elaborando il seguito. “Ecco, è lei – mi ha detto tranquilla- mi sembra adatta”.

Vero, è adattissima.

Adattissima a lei, che si muove tranquilla e sicura nel marasma dell’adolescenza, piena di aspettative e di quel senso di onnipotenza che riesci ad avere solo a 15 anni, quando sai che hai ancora tutte le scelte da compiere e nulla sembra impossibile.

“Ho accettato la grande avventura di essere Me”, recita la borsa. Frasetta un po’  adolescenziale? Mah.

Quanti di noi adulti riescono a gestire quotidianamente questa avventura in modo sereno, coraggioso e positivo? Io faccio fatica. Ogni tanto faccio fatica anche a mettere a fuoco il concetto di “essere me”, figuriamoci accettarlo.

Convivere con le proprie caratteristiche, i propri difetti ed angoli bui, ma anche con le proprie qualità e pregi, armonizzare il tutto e portarlo a spasso ogni giorno della propria vita: molto più di una grande avventura.

Buona estate Eli, per qualche tempo non pensate troppo alle avventure tu e le tue amiche, tutte così simili fra voi che da dietro quasi faccio fatica distinguervi. Ogni tanto le sfide si possono anche accantonare per un po’ e dare spazio a giorni più leggeri.

Buona estate anche a te, Ali, che di sfide e avventure non hai ancora tanta voglia di sentir parlare e cerchi con ostinazione una favola. Forse hai ragione tu.

 

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