A distanza di circa due anni, giorno più giorno meno, ci risiamo. Adesso è il turno di Alice inaugurare le uscite serali al mare.

Ora come allora, attendo. Ma sono stranamente meno trepidante. Vero è che, sdoganata la prima, la seconda va da sè.. E pure con un annetto di anticipo sulla tabella di marcia.

Ma forse è inevitabile. Come è stato nel mio caso, i secondi godono della strada faticosamente appianata dai primogeniti (io, ovviamente, ero la primogenita di un secondogenito maschio  nettamente più sgamato di me; praticamente una tragedia).

Lei ci sa fare, ahimè, decisamente più di sua sorella. Complice l’assenza di Elisa per due settimane, la lamentela sulla solitudine e sulla reclusione con i nonni per tutta la settimana,è riuscita ad ottenere ciò che desiderava. In più, egregiamente spalleggiata dallo spumeggiante trio a cui si accompagna: La Vi, La Mimi e La CeciRoma… Lasciamo perdere.

Non una tragedia, in fondo. Fra un’oretta o poco più la recupero. Se penso ad un paio di sue coetanee che già lo scorso anno stavano fuori fino a mezzanotte rientrando a casa da sole, sono una mamma del paleolitico.

Ho sempre il timore di non vedere la giusta misura… Che quella che mi sembra una “grande concessione” non sia in fondo nulla di che; e, allo stesso tempo, che questo spicchio di libertà estiva che le concedo sia invece persino troppo.

Per fortuna ho terminato le figlie, e con loro i relativi struggimenti della prima estate. Ben altri ne arriveranno… Ma nel frattempo, forse, riuscirò a riprendere fiato.

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