Certe volte non sai neppure tu come ci arrivi, ma soprattutto ti sembra di non sapere come fare per uscirne. In realtà lo sai come ci sei arrivata: hai fatto quello che non devi, cioè il bilancio della tua vita  nel momento più sbagliato dell’anno; ma ormai è fatta.

Sono le volte in cui, senza un vero perché, la minima contrarietà sembra una disgrazia infinita, il minimo contrattempo una sciagura senza confini e la minima incertezza una paura non gestibile.

Sono le volte in cui ti senti incapace di un pensiero razionale, ti fai solo trasportare da inquietudine, tristezza, contrarietà e – purtroppo – rabbia. Purtroppo per te, perché dopo vorresti solo piangere e sprofondare, ma soprattutto purtroppo per chi ti è vicino, che non riesce a capire e non riesce ad arginare.

Sono le volte in cui ti ascolti mentre parli,   pensi di avere ragione, ma – allo stesso tempo – non riesci a credere a quello che stai dicendo; soprattutto non riesci a credere a come lo stai dicendo.

Sono le volte in cui , dopo, vorresti solo che ci fosse qualcuno a consolarti per i danni che hai fatto e per le preoccupazioni che dai, a dirti che fra poco ci saranno le vacanze, ti riposerai e passerà. Tu, in realtà, non sai nemmeno se crederci, perché ti sembra che non riuscirai per niente a riposare, che i pensieri, le ansie e la paura di non farcela che hai addosso rimarranno addosso. Forse ci si trovano bene, loro, addosso a te.

Ho comprato un libro

Spero che mi aiuterà a riordinare la mia mente, oltre che casa mia. Che comunque ne ha gran bisogno.

Sentirsi soli anche quando non si è soli è una bruttissima sensazione.

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